
I primi ritrovamenti incisi su roccia risalgono al 500 A.C.
Esse derivano probabilmente da altri simboli più antichi diffusi in un ampia zona che comprende tutta l’Europa interessata dai molteplici stanziamenti delle popolazioni indoeuropee.
Vi sono diverse teorie sulle loro origini: forse derivano dall’alfabeto greco, o forse da quello etrusco e c’è chi invece sostiene che siano semplicemente nate tra le popolazioni germaniche.
Inoltre uno degli argomenti più dibattuti tra gli studiosi è se esse siano nate prima come alfabeto o come simboli magici.
Probabilmente la loro nascita è complessa ed è sicuramente frutto di progressive evoluzioni e trasformazioni che si moltiplicano ulteriormente dal momento che esse si diffusero in tutta l’Europa attraverso popolazioni che hanno avuto ciascuna un proprio percorso di evoluzione nel tempo. Perciò non c’è da stupirsi se esistono tante versioni di alfabeti runici anche discordanti tra loro.
Esse erano considerate la lingua degli dei e venivano utilizzate come simboli magici e come strumenti di divinazione. Anche le iscrizioni su pietra e sui vari oggetti in metallo e osso ritrovati un po’ in tutta Europa, avevano un carattere magico e propiziatorio.
Incise su sottili tavolette di legno o sui sassi erano utilizzate dal capo tribù o dal capo famiglia per interrogare l’Oracolo sulle questioni riguardanti i vari aspetti della vita della comunità.
Storicamente sappiamo che ad un certo punto scomparvero dall’uso comune e questo è molto probabilmente una conseguenza dell’avanzare del Cristianesimo in Europa.
Si suppone che i Cristiani, durante l'evangelizzazione del Nord Europa, compreso il potere insito nelle Rune e nel loro utilizzo, abbiano tentato di sradicarle dalle popolazioni che stavano convertendo. Abbiamo notizie che in Islanda intorno al 1600, la pratica o il possesso delle Rune portava alla pena di morte.

La parola Runa nelle antiche lingue nordiche significa mistero, segreto o bisbiglio.
Dietro ad ogni simbolo runico stanno le forze archetipiche che appartengono all’inconscio collettivo. Presso molte antiche popolazioni della terra esistono forme e strumenti diversi per entrare in contatto con le divinità e ricevere conoscenza e aiuto. Erano la lingua degli dei. Perciò, attraverso lo studio della mitologia e della letteratura nordiche, possiamo carpire i significati e comprendere l’origine dei glifi runici.
Il più antico alfabeto runico codificato è chiamato Elder Futhark ed è di origine germanica. Futhark è una parola formata dalle sei prime lettere dell’alfabeto runico ( come il nostro ”alfa-beto”).
Questa serie runica è inoltre divisa in tre cosiddette “famiglie” o Aettir (singolare Aett), che probabilmente significa otto e si riferisce al numero di glifi che formano ciascun gruppo.
Ogni famiglia è presieduta da una divinità, che da il nome alla prima Runa di ogni gruppo.
Così abbiamo:
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y
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E infine
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In Origine esistevano a Nord il regno dei Ghiacci Nifelheim e a Sud il regno del Fuoco Muspelheim. In mezzo a questi solo il Ginnungagap, il vuoto cosmico.
Il progressivo avvicinarsi di questi due opposti ha portato allo sciogliersi dei ghiacci che ha dato origine al primo essere vivente o, se vogliamo vederlo in chiave moderna, all’origine della vita:l’acqua.
Le tre lettere iniziali di ogni gruppo sono legate al mito della creazione poiché Fehu (
) è il fuoco e Hagalaz (
) è il ghiaccio, mentre Teiwaz (
) è il dio Tir, che rappresenta l’ordine e la giustizia che tengono sotto controllo il caos.
Perciò:
+
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E cioè:
fuoco + ghiaccio = ordine cosmico
Odino
La letteratura Nordica ci offre antichi testi di studio per chi volesse approfondire la conoscenza delle Rune e del mondo in cui sono nate e in cui venivano utilizzate:
Edda Poetica o "Elder Edda"
Edda in Prosa (di Snorri Sturluson) o "Young Edda"
Poemi Runici

Il Mito ci racconta che fu Odino a scoprirle, in seguito a quella che viene descritta come un iniziazione sciamanica.
“…So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento
per nove notti intere,
ferito da una lancia e consacrato ad Odino,
offerto da me stesso a me stesso;
I piu’ sapienti non sanno da dove nascono
Le radici di quell’albero antico.
Non mi confortarono con il pane,
ne’ mi porsero il corno per bere;
Guardai verso il basso,
afferrai le Rune,
gridando le afferrai;
caddi dall’albero.
Appresi nove canti di potere
Dal figlio famoso di Bolthor,
padre di bestla,
ed ebbi un sorso del prezioso idromele
misto con magico Odrerir.
Poi diventai dotto, sapiente,
crebbi e prosperai:
parola da parola mi diedero parole;
azione da azione mi diedero azioni…”
(Havamal)