L'Arte nasce essenzialmente come gesto magico ossia come tentativo di trasferire in un piano quotidiano e attingibile l'esperienza del soprannaturale.

I cacciatori primitivi rappresentano pittoricamente nelle grotte di Lascaux o di Altamira scene vittoriose di caccia o di guerra per scacciare la paura della fame e della morte, per esorcizzare il timore dell'ignoto e per acquistare fiducia nel successo dell'impresa.

Presso tutte le grandi culture dell'umanità il ruolo del sacerdote era quello di saper cogliere la qualità del tempo e di dare significative informazioni sia sul presente che sul futuro del suo popolo.

Era importante sapere se quell'anno il raccolto sarebbe stato abbondante, se ci sarebbero state guerre o epidemie, e insomma si poteva ben sperare che tutto sarebbe andato per il meglio.
Astrologi, Indovini, Aruspici, Sibille erano figure sacre e spesso loro stessi sacerdoti, incaricati di leggere la volontà degli dei nel movimento degli astri o nelle viscere degli animali, nel volo degli uccelli o nel lancio dei dadi.
Ancora oggi sono molte le culture e le religioni che ricorrono a queste figure sacerdotali che spesso in stato di trance riescono a stabilire il contatto con le divinità e a parlare in loro vece.

La figura dell'astrologo e dell'oracolo nei monasteri buddisti e il babalorishà nel Candomblè Afro-Brasiliano sono esempi attuali, riconosciuti, praticati e seguiti da decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Attraverso l'esperienza con gli archetipi di un popolo riscopriamo le nostre stesse radici per comprendere infine che siamo tutti una cosa sola, l'uomo è l'essere perfetto creato a immagine e somiglianza di Dio e posto al centro dell'universo, di cui è parte indispensabile e inscindibile.