Definizione:
E' uno strato di materiale terroso o vetroso, più sottile rispetto allo spessore della ceramica stessa, che ricopre parzialmente o totalmente il manufatto allo scopo di migliorarne l'estetica, la funzionalità e la durata.
Le sostanze che compongono tale rivestimento subiscono una cottura, a volte coincidente con quella dell'impasto ma più spesso ad essa sucessiva, che porta all'ancoraggio del rivestimento al corpo ceramico non solo da un punto di vista meccanico, ma anche per formazione, nella zona di contatto, di composti di reazione tra la massa della ceramica e il rivestimento.
Tra i rivestimenti non vetrosi troviamo l'ingobbio ( o engobbio ) e la patina.
Vaso crudo inciso e decorato con engobbi
I rivestimenti vetrosi sono a tutti gli effetti dei vetri: come questi sono resistenti agli acidi, impermeabili ai gas e ai liquidi. Anch'essi vengono ottenuti per sottoraffreddamento di una miscela fusa di ossidi. In essa si distinguono: ossidi formatori di reticolo, modificatori di reticolo e ossidi stabilizzanti.
I rivestimenti vetrosi si differenziano dai vetri comuni per diverse caratteristiche tra cui:
-più ampio spettro di composizioni, tutte riferite a determinati intervalli di fusibilità;
-l'esigenza di avere una fluidità controllata allo stato fuso;
-necessità di adeguarsi al coefficiente dilatometrico del corpo ceramico sottostante.
Essi possono essere riflettenti e brillanti o matt; trasparenti, traslucidi od opachi.

Manufatti realizzati al tornio rivestiti con engobbi e cristallina trasparente
I rivestimenti vetrosi sono una miscela di varie sostanze che per trattamento termico formano un vetro che aderisce tenacemente al corpo della ceramica. Il vetro ha particolari proprietà chimiche, fisiche, estetiche e funzionali.
La natura delle materie prime impiegate e la temperatura di cottura, che deve essere compatibile con la refrattarietà dell'impasto, determinano i modi di preparare un rivestimento.
Sotto questo punto di vista i rivestimenti si distinguono in:
Altri criteri di distinzione si riferiscono al componente caratterizzante. Ad esempio, la suddivisione in base al componente fondente distingue i seguenti gruppi di rivestimenti:
Il rivestimento vetroso normalmente si applica come sospensione acquosa, costituita da sostanze insolubili in acqua, dosate secondo opportune combinazioni.
Per temperature comprese tra 880°C e 1180°C esistono un esiguo numero di combinazioni, prevalentemente a base di silice e composti piombici.
Per temperature superiori ai 1220°C la gamma di combinazioni è più ampia. Però non sempre queste temperature sono compatibili con la scarsa refrattarietà della maggior parte delle ceramiche che richiedono il rivestimento vetroso.
LE FRITTE
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